Che cos’è la vocazione.


Il progetto che Dio ha pensato per te.

La vita non è una scelta, è una risposta.

La vita è un grande dono che il Signore ci fa per arrivare a realizzare noi stessi. Visto che Lui ci ha creati e ci conosce per nome, chi meglio del Signore sa come farci sbocciare? La Vocazione è il progetto che Dio ha pensato perché ognuno di noi arrivasse alla sua pienezza. Solo nel rapporto con Dio possiamo scoprirla perché in gran parte dipende da Lui che ce la rivela, prima di tutto con la CHIAMATA, che è Sua iniziativa, poi dotandoci di QUALITA’ per realizzare la missione specifica che ci affida. A noi resta solo la RISPOSTA, che dipende totalmente dalla nostra libertà e generosità. La vocazione si manifesta spesso attraverso dei SEGNI che è importante saper ascoltare e interpretare.

La chiamata.

Il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fin dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome. (Is 49, 1).

Leggendo alcune pagine significative del Nuovo, come dell’Antico Testamento, troviamo che, all’origine di ogni chiamata autentica, c’è il Signore, che sceglie e che invita alla Sua sequela. È Lui che chiama e, infatti, è questo il senso più profondo della parola vocazione, che significa chiamata. Nel Vangelo, vediamo spesso Gesù che chiama a sé quelli che poi costituirà suoi discepoli. L’iniziativa parte dal Maestro e la chiamata è un dono di predilezione.

 

Questo dono di Dio per ciascuno di noi non contempla meriti speciali, ma risponde ad una Provvidenza da sempre presente nella mente e nel cuore di Dio.


La chiamata è per realizzare qualcosa di specifico per Lui e per il suo Regno, per compiere una missione. Dio ha bisogno della nostra libera collaborazione per costruire il Suo progetto di salvezza. È quindi una chiamata a collaborare con Cristo, in questo mondo, per portare la Sua Redenzione.

 

Ogni chiamata è personale e ha in sé una chiave unica, come una password che solo chi la riceve conosce, e si sviluppa in un tempo e in un contesto specifici, tracciando una storia personale, costituita da momenti determinati e significativi.

Le qualità.

Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. (Mt 25, 14-30).

Il chiamato deve avere le qualità necessarie per poter rispondere al Signore e in un buon discernimento questo aspetto costituisce un punto importante per verificare l’autenticità della vocazione. Dio non chiama una persona senza dotarla di quegli elementi che la rendono adatta a seguirlo per essere come Lui.

 

Doni, capacità personali, potenzialità sono un regalo che Dio fa per amore a chi chiama, che lo rendono capace di amare nel modo giusto e così rispondere pienamente alla chiamata ricevuta.

 

Le qualità possono essere fisiche, caratteriali e temperamentali, morali e spirituali. Toccano ogni sfera della persona e, con il tempo, devono crescere e maturare.

 

Avere una guida spirituale aiuta a riconoscere e ad individuare queste qualità e a far luce nella propria anima, perché questa chiamata possa diventare effettivamente una risposta.

Queste abilità si possono anche seppellire e far sì che rimangano sterili: l’egoismo e la pigrizia sono la calce viva che brucia il terreno. In questo caso la buona semente morirà e il frutto non maturerà, anzi, non crescerà mai.

 

Bisogna tener conto che la formazione può, con un buon metodo e con il tempo, far maturare molto quelle qualità che a prima vista sembravano essere troppo esigue. Nessuno nasce “imparato” ma tutti abbiamo bisogno di applicarci e con gioia affrontare un buon lavoro di maturazione e di trasformazione.

La risposta.

Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna. (Gv 6, 68).

È il terzo ed ultimo elemento costitutivo della vocazione e rappresenta il dono di sé a Dio. Nasce dalla generosità e dall’amore maturo verso il Signore nella libertà interiore. Mentre il primo elemento dipende completamente dalla volontà di Dio e il secondo dipende da un dono fatto da Dio e dalla buona volontà personale per corrispondere a questo dono, quest’ultimo aspetto dipende, sì dalla grazia che Dio ci dà, ma soprattutto dalla generosità personale. L’incontro, per esempio, con il “giovane ricco” del vangelo (Mc 10, 17-30) ce lo conferma.

A volte alcune circostanze possono essere influenti o, addirittura, determinanti per la risposta ma, ricordiamolo bene, il primo interessato affinché la nostra vita arrivi alla meta stabilita è proprio il Signore, che farà di tutto affinché la chiamata, seminata per amore, attecchisca, maturi e dia frutto. Da qui la grande speranza che con il suo aiuto compiremo la missione affidata.
Dio è sempre dalla nostra parte ed è il primo a credere e a “scommettere” su di noi. Per questo motivo ci dona tutte le grazie di cui abbiamo bisogno per rispondere.

I segni.

Nel Vangelo la gente chiedeva spesso al Signore un segno, un dato oggettivo che la aiutasse a credere in Lui.

Sensibilità spirituale.

Un pensiero che è rimasto costante nel tempo. Forse in certi momenti è stato più forte ed in altri meno ma in questi ultimi anni è sempre rimasto vivo nella tua mente. C’è una grande intimità con il Signore ed una grande sensibilità spirituale

 

La presa di coscienza sempre più intima della tua amicizia con Gesù rappresenta un forte stimolo che ogni giorno ti sprona a fare un passo avanti. È quel di più che può, ad un certo momento, arrivare ad una dimensione totale e definitiva. Cerchi in ogni momento la Sua compagnia e la Sua presenza.

 

Non ci sono grosse difficoltà, né problemi particolari con te stesso o con gli altri, ma senti una sensazione di incompletezza, anche se a prima vista tutto sembra in ordine. Anche il lavoro o gli studi vanno bene, eppure… manca qualcosa, manca Qualcuno.

Ti inquieta vedere i bisogni della gente, soprattutto ti rendi conto che in questa società manca qualcosa: la presenza e la conoscenza di Cristo.

 

E’ come un “click” o un insieme di avvenimenti che ti fanno “sentire” che c’è nell’aria una strada diversa. Percepisci già da un certo periodo di tempo di essere ad una svolta nella tua vita.
Non si tratta di cercare un rifugio. Non si vuole scappare da quelle responsabilità e da quei compiti che il proprio stato di vita comporta. Semmai si tratta di “sentirsi a casa” quando stai con Lui, sentire che questo “vestito” è fatto su misura per te.

Vita spirituale.

Ti rendi conto che ti piace sempre di più dedicare del tempo alla preghiera e alla meditazione e senti il bisogno di vivere con costanza i sacramenti partecipando anche durante la settimana alla Santa Messa e confessandoti ogni mese. Senti un’attrazione per la vita spirituale sempre maggiore.

 

Il Signore si è fatto presente in qualche momento forte che hai vissuto: un pellegrinaggio, un’esperienza missionaria, una visita del Papa, una GMG, degli esercizi spirituali, ecc…

 

Vivi una vita di grazia e ti sforzi, per quanto ti è possibile, di stare lontano dalle tentazioni e dal peccato perché non vuoi intaccare la tua amicizia con il Signore.

Generosità.

Senti il desiderio di adoperarti per gli altri. Una donazione disinteressata ed esclusiva che occupi non soltanto qualche ora alla settimana, ma che polarizzi la vita stessa. I bisogni, le necessità degli altri, dei più poveri, dei più deboli catalizzano i tuoi pensieri e la tua vita.

Forse fin da bambino hai sentito il desiderio di donare la tua vita al Signore ed essere sacerdote o suora, oppure missionario o consacrata. Poi con gli anni non ci hai più pensato ma adesso questo pensiero si ripresenta.

Sei generoso con gli altri nella vita quotidiana o ti dedichi con passione ad insegnare il catechismo, ad essere animatore nell’oratorio, fai apostolato o sei parte di un gruppo di volontariato…

Inquietudine.

Attraverso la lettura del Vangelo, una predicazione, una lettura o una conversazione ti è capitato di sentire nel cuore che il Signore ti stia chiamando a seguirlo più da vicino.

 


Ti colpisce molto l’esempio di un tuo amico o di una tua amica che ha risposto alla chiamata ed è entrato in seminario o in convento.

 


Senti come tuo il problema della scarsità di chiamate alla vita consacrata di cui soffre oggi la Chiesa soprattutto nel nostro Paese.

 


Vivi interiormente dei dubbi circa la vocazione e non ti senti tranquillo.